
Era ancora gennaio quando si è cominciato a pensare di realizzare un piccolo sogno… compiere un tratto del Cammino di Santiago in bici. È stato coniato un termine ben preciso per indicare questi viaggiatori: in mezzo a tanti pellegrini sono presenti anche i cosiddetti bicigrini. Scegliamo oculatamente il periodo più adatto per evitare caldo eccessivo, pioggia torrenziale o altri eventi sfavorevoli e si decide di partire nel mese di maggio. Detto fatto si prenota il volo per Madrid e ci si aggancia ad un’agenzia locale che ci fornirà anche le bici.
Il 29 aprile arriviamo nella bella capitale spagnola e ci prendiamo il tempo per visitare i musei e per assaporare le atmosfere di questa allegra città. Il giorno successivo siamo però pronte per partire con un treno velocissimo che ci porterà a Leon, prima tappa del nostro cammino. Tra i molti cammini che portano a Santiago seguiremo quello francese. Giunte in hotel cominciano i dispetti di Giove Pluvio e ci consegnano le nostre belle bici sotto una pioggia torrenziale: i nostri calcoli sul tempo cominciano a vacillare!
Il mattino seguente visitiamo la bellissima cattedrale di Leon e cominciamo a seguire quelle che saranno le nostre indicazioni fino a Santiago: le frecce gialle che segnano insieme alla conchiglia il cammino da percorrere. Ben presto si fa amicizia con altri bicigrini che ogni tanto si incontrano sul suggestivo percorso di questo primo giorno che ci porterà nella cittadina di Astorga. Ginestre gialle e nidi di cicogne ci accompagnano lungo il sentiero di terra rossa. Ad Astorga altra maestosa cattedrale che ammiriamo dalle finestre del nostro hotel in centro e ci ricorda la devozione antica di quei luoghi.
La tappa verso Ponferrada del giorno seguente ci riserva le prime sorprese metereologiche. Giunte alla Cruz de Hierro (Croce di Ferro) a Puerto de Foncebadòn (1504 metri di altitudine), comincia a scendere una pioggerellina fredda fredda anzi ghiacciata anzi nevischio anzi neve! Coperte con tutto quanto avevamo nelle borse cominciamo la discesa verso la cittadina di Ponferrada che ci accoglie con un castello e con la protezione dei Templari. Infatti nel medioevo questi monaci guerrieri proteggevano i pellegrini durante il loro cammino.
Qualche riflessione sui pellegrini: sono di ogni dove, ma ci sorprende la presenza massiccia di coreani. Sembra sia molto popolare postare su Instagram le foto sul cammino dopo che lo ha fatto una nota giornalista qualche tempo fa. Comunque sono veramente numerosi!
La nostra tappa giornaliera ci porterà a O Cebreiro, ma ci fermiamo a Villafranca (!?!) per un pranzetto veloce vicino al castello. Dopo il pranzo ci aspetta una tappa impegnativa: 1300 metri di dislivello immerse nella nebbia/nuvole basse. La meta non arriva mai, siamo in mezzo al nulla, le tacche della bici cominciano a diminuire, fa freddo e rimpiangiamo di non aver fatto il cammino in agosto.
Finalmente arriviamo: il luogo è davvero magico. O Cebreiro è un piccolo villaggio in pietra con una chiesa antica dove alle 19.00 assisteremo alla messa del pellegrino. Reciteremo la preghiera del pellegrino in tutte le lingue e ci verrà donato un sassolino con disegnata una freccia gialla che ci guiderà nelle scelte per non perdere la giusta direzione. È stato un momento molto profondo che difficilmente scorderemo.
Ah, dimenticavamo: di tappa in tappa stiamo siglando le nostre credenziali perché desideriamo ottenere la Compostela e i timbri aumentano giorno dopo giorno.
Il mattino seguente si parte con una bufera che non scoraggia tuttavia i molti pellegrini in piedi fin dall’alba e non scoraggia nemmeno noi; un vento fortissimo ci fa scendere spesso dalla bici, ma poi finalmente il meteo sembra avere pietà di noi e arriviamo con qualche sprazzo di sole a Portmarin, bella cittadina sul fiume dove soggiorniamo in un simpatico ostello e dove ammiriamo un bel centro storico. Solo un’ultima tappa ci separa da Santiago: dobbiamo raggiungere Arzua.
Piove sempre ma ormai questo è un noioso ritornello; parliamo invece dei simpatici incontri che si fanno sul cammino: due fratelli americani che registrano il loro viaggio con un drone e che gentilmente ci regalano un simbolo del cammino; una coppia di spagnoli che di tanto in tanto incontriamo e che condivide con noi le considerazioni sul meteo; tre signore italiane che sono delle habitué del cammino e che lo ripetono spesso.
Siamo pronte per l’ultima tappa: Santiago ci aspetta. Si parte da Arzua e si affronta l’ultimo tratto. A mano a mano che ci si avvicina a Santiago l’atmosfera si fa più allegra e tutti immaginano già il loro ingresso nella città di san Giacomo. Finalmente il sole ci accompagna e arrivare nella grande piazza è davvero emozionante. Un sentimento di fratellanza unisce i presenti e ti regala un senso di appartenenza. È il momento di una foto con lo spolverino rosa di Isolainbici davanti alla grande conchiglia del santo pellegrino.
Andiamo a ritirare la nostra Compostela che ci fa sentire molto orgogliose e partecipiamo alla messa del pellegrino per ammirare il famoso botafumeiro che… non c’è! Piccola delusione!
Ultima serata nella città che raccoglie ogni giorno migliaia di persone, credenti e non credenti, ma ognuno con in tasca un piccolo sassolino che vuole utilizzare per proteggere i suoi cari. Il cammino non finisce a Santiago, ma continua nelle nostre case, con le nostre famiglie.
A tutti BUEN CAMINO!
di Maria Grazia Masini, Margherita Medicina e Anna Rossi
(da Ruotalibera 183 – settembre-dicembre 2024)