Il Punto del Presidente Paolo Fabbri
Novembre 2006: A sei mesi dalle elezioni

venerdì 12 gennaio 2007, di webmaster

L’opposizione
"Le piste ciclabili comunali sono ridicole. Non mutano le abitudini dei cittadini, anzi, fanno da imbuto, paralizzano la circolazione e vengono criticate perfino dai cicloamatori". Queste affermazioni concludono l’intervista rilasciata a L’Arena del 10.10.06 dal consigliere provinciale Matteo Bragantini (Lega Nord) per sostenere la necessità di realizzare il tunnel sotto le Torricelle. Non è chiaro chi siano i “cicloamatori”chiamati in causa. Siamo noi Amici della Bicicletta? Rispetto alle piste ciclabili realizzate da questa amministrazione, noi abbiamo diversi rilievi da fare: molte sono discontinue, non sono segnalate, qualche volta sono decisamente sbagliate e persino pericolose. Tuttavia non siamo così ciechi da non riconoscere che queste strutture hanno fatto aumentare considerevolmente il numero di ciclisti in circolazione (dal 2,5% di movimenti giornalieri in bici del 1997 al 7% del 2005 - dati forniti dal comune di Verona). Sostenere quindi che sono inutili e che non stanno cambiando le abitudini dei veronesi é sbagliato. Anzi, crediamo che - nonostante i loro limiti - queste ciclabili (che si stanno ulteriormente sviluppando e cominciano a creare un effetto rete) stiano innescando un processo virtuoso: aumenta il numero dei ciclisti, aumentano la loro visibilità sociale e il peso politico, prende ulteriore forza la richiesta di nuove strutture. Per verificare se questo è vero basta guardarsi intorno. Sembra impossibile che il consigliere leghista non se ne accorga. Ma non è questo che ci sconcerta di più. Troviamo preoccupante che chi si occupa di politica oggi, riveli la sua adesione ad un modello di mobilità così arretrato come quello cui fa evidentemente riferimento il consigliere in tutta la sua intervista e quando afferma che le piste ciclabili “paralizzano la circolazione”. Sostenere che le biciclette in città devono passare dove non intralciano le macchine farebbe sbellicare dalle risate gli esperti di mobilità tedeschi, austriaci, olandesi, danesi. L’obiettivo è quello di trasferire sul mezzo pubblico e sulla bicicletta il maggior numero di automobilisti possibile, non quello di assegnare percorsi tortuosi e sconvenienti ai matti e ai poveracci che insistono a muoversi in bici (o col mezzo pubblico). Sono migliaia i veronesi che tornano dai viaggi in Europa e raccontano entusiasti dei provvedimenti a favore della bicicletta visti a Strasburgo, a Francoforte, a Berlino, a Vienna... Non é contraddittorio che sia proprio un consigliere leghista a raccontare a loro che quei modelli così “settentrionali” da noi non possono funzionare? La Lega, che raccoglie firme contro la ciclabile di via San Giacomo (“L’Arena” 12.6.06), che denuncia la bella ciclabile sul Camuzzoni come un rifugio di sbandati e un vantaggio per i ladri (“L’Arena” 1.9.06), che sostiene per bocca del suo candidato sindaco Flavio Tosi che le ciclabili sono uno spreco (“Il Verona”), dovrebbe chiarire quella che a noi pare, per quanto alla latitudine di riferimento, una bella contraddizione.

Il sindaco e l’assessore
A metà settembre abbiamo incontrato sia il sindaco Paolo Zanotto che l’assessore Carlo Pozzerle. Ad entrambi abbiamo ripetuto che le sole piste ciclabili non bastano e che, oltretutto, nel progettarle e nel realizzarle si sono compiuti molti incomprensibili errori. A loro abbiamo ribadito ancora una volta che le aspettative alimentate con il loro programma sono (erano) molto alte. Che ci aspettiamo molta attenzione per i ciclisti in questi mesi che ci separano dal voto. Che vorremmo finalmente un referente tecnico e uno politico per vedere se qualcuna delle tante proposte che stiamo formulando da più di quattro anni (sempre le stesse! compresa quella del doppio senso di marcia per le bici nei sensi unici della ZTL che funziona, a proposito di leghisti, persino a Treviso) può essere, se non accolta, almeno discussa seriamente. Alle continue rassicurazioni del sindaco e dell’assessore non è mai seguito nulla. Se voi, caro sindaco, caro assessore, presi sempre da cose più importanti, da quattro anni ci date riconoscimento solo a parole, con chi possiamo discutere di corsie preferenziali, di sensi unici, di comunicazione, di furto, di sicurezza, di cicloturismo in città, di intermodalità, di segnaletica, di parcheggi? E di piste ciclabili? Quella di via San Giacomo proseguirà verso Basso Acquar? L’attraversamento di viale Piave è una cosa splendida: con chi parliamo delle modifiche indispensabili alla pista dello stesso viale Piave e di stradone Santa Lucia? A chi diciamo che la pista appena realizzata in via Villa Cozza non doveva essere fatta ed è, oltretutto, così sbagliata che più sbagliata non si può?
In sostanza: nel suo programma questa amministrazione ha promesso di fare, per promuovere la bici, di tutto e di più. Nella nostra città c’è un’associazione in crescita (1200 soci, un periodico bimestrale, un sito internet, una sede, punti di informazione presso una ventina di rivenditori di biciclette) che si propone gli stessi obiettivi dichiarati dalla giunta. Non è ovvio che dovrebbe esserci un interesse reciproco a collaborare? Non tanto e non solo perché lo dice Agenda 21 (il patto che impegna tutti coloro che vi hanno aderito, il nostro comune fra questi, a coinvolgere in un processo di democrazia partecipata, fra gli altri, anche tutte le associazioni attive sul territorio), ma perché è evidente che questa collaborazione conviene a entrambi e all’amministrazione anche come moltiplicatore di consenso? Niente. Nonostante gli incontri avuti con alcuni partiti che sostengono la giunta (Verdi, DS, Margherita), nonostante le reiterate assicurazioni del sindaco, quello che dovrebbe essere il nostro assessore di riferimento, Pozzerle, procede con l’atteggiamento “non disturbate il conducente”. E non ci sono santi: per noi non ha tempo. Così, a fronte di tante promesse, l’amministrazione di fatto si è limitata, in questi quattro anni, a fare (meritoriamente e investendo molti soldi) delle piste ciclabili purtroppo spesso mal fatte, le quali - per carità - grazie al nulla realizzato dalle precedenti amministrazioni, stanno facendo crescere il numero dei ciclisti. Mentre noi ci mangiamo le mani perché siamo consapevoli di tutto quello che, con costi bassissimi e risultati certi, si sarebbe potuto fare e non si è fatto. Incredibilmente.

Paolo Fabbri
Presidente FIAB Amici della Bicicletta - Verona